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Daniela Bettali

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Benvenuti nel mio Spaces! Sorpresa

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December 01

4 al 9 ottobre 2007 Viaggio a Grigny e dintorni (Francia)

 
 
In questo spazio ho inserito le  foto fatte durante il mio soggiorno a Grigny (Francia) con Adelino, l'Associazione Amici Schio/Grigny di Schio, la Comunità Montana Valeogra/Timonchio e con dei ristoratori del luogo per far conoscere a questo Comunità i nostri ottimi prodotti italiani.

   Programma dell' Associazione  Amici Schio Grigny 2008 su 

 

     http://www.cmleogratimonchio.it/a_4182_IT_24521_1.html

 

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Colgo l'occazione per segnalare alcuni siti molto importanti per meSorpresa
 
 http://groups.msn.com/posinaelasuagente questo sito mi ha dato tanto.
Questo gruppo di "posinaelasuagente" verrà chiuso da MSN. Il nuovo sito è 
 
 
Altro sito legato a Posina e dintorni è
 
 
Per leggere la storia di un posenate che ha vissuto anche a Grigny
 
 
Siti sul mio paese
 
http://www.webalice.it/amicidimontebello
 
 
 
                e-mail Sorriso amicischio-grigny@live.it
 
E non dimentichiamoci di www.valincanta.it  Sono un gruppo di ragazzi stupendi che con le loro canzoni riescono a raccontare momenti di vita di ieri e di oggi delle nostre valli.
 
 
 
 
 
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SOGGIORNO A GRIGNY: IMPRESSIONI

 

 

     Cosa ricordare del viaggio fino a GRIGNY, effettato all’inizio di ottobre dall’Associazione AMICI SCHIO-GRIGNY?

Una volta tornati a casa, bisogna fare une cernita tra i ricordi e le emozioni, tra la sorpresa nell’aver notato dettagli della Francia che solo là si avvertono ed il senso di comunità che ci ha avvolto fin dall’arrivo.

 

     Per farla breve, siamo partiti alle 4 in pullman, abbiamo  viaggiato tutto il giorno sino a sera; ad accoglierci c’erano gli amici francesi. Prima sorpresa, molto calore, baci ed abbracci come da noi si fa solo con amici carissimi, fidati, di vecchia data.

Noi abitanti delle Prealpi, gente quasi di montagna, asciutta (anche un po’ diffidente), abituati da sempre a “star sulle sue”, ne siamo storditi e restiamo tiepidi. Poi, nei giorni seguenti, ci accorgiamo che l’atteggiamento  è spontaneo, che si ripete anche tra loro e anche più volte al giorno, ne restiamo piacevolmente colpiti e cerchiamo di collaborare.

 

Buona parte di noi è ospitata nelle famiglie: si è già “come uno di famiglia”, e, a parte  il lindore della camera e il rispetto  (“scusami tanto, non trovo più la spilla, posso entrare in camera tua?”),

vieni informata sui figli, sui nipoti, tanto che ne vedi le foto e ti pare quasi di conoscerli, ma non fanno domande sulla tua famiglia. Particolari che si apprezzano. Altri particolari spiacciono:

la difficoltà della conversazione, ad esempio, dato che alcuni non sanno il francese, altri lo ricordano un po’ dai tempi della scuola e lo fanno, a fatica, riemergere, ma si vorrebbe tutti poter ricambiare i loro sforzi e ci si rimprovera di non averlo, almeno, rinfrescato. E sì che il tempo c’ era!

 

E Parigi? Lì a 20 km da GRIGNY! Certo, siamo stati a Parigi: Arc de Triomphe, Tour Eiffel, Notre Dame, Sacré Coeur, Montmartre, anche il Louvre, anche Versailles…

Parigi è bella: luogo comune, Parigi è una capitale, e si sente: anche questo, luogo comune.
Ma a passeggio per Parigi, accompagnati sempre dagli amici di GRIGNY, sono forti le sensazioni viali alberati, e subito pensi a Edith Piaf, “les feuilles mortes” ecc, a Dalida, soprattutto quando ti portano a vederne il busto in un angolino discreto di Montmartre, e Yves Montand, Georges Brassens, Simenon e l’ispettore Maigret fanno tutt’ad un tratto parte della tua vita e del tuo vissuto come non l’avresti mai detto.

 

La Parigi dei turisti diventa dunque secondaria, e non ti senti uguale per niente ai giapponesi che pure fanno il tuo stesso tragitto, e anche loro fotografano.
Sono forti le emozioni, e già si sa che saranno esse il patrimonio più duraturo, più delle foto, più dei  souvenirs che si acquistano in fretta, più delle cartoline e del sidro a Versailles (belli gli interni, ancor meglio l’esterno); ognuno pensa al Re Sole, a Maria Antonietta, e c’è chi si rimprovera di non aver visto il recente film su di Lei e chi si congratula  per aver avuto la preveggenza di non perderlo; tornano alla mente le frasi celebri, così celebri da essere ormai oggetto di sapere nei quiz televisivi (“che mangino le brioches” – L’état c est moi”).

 

La domenica 7 ottobre, la passiamo a Grigny, visitando la cittadina a piedi; oggi, con 25.000 abitanti, è un grosso centro, ma è suddiviso in Grigny vecchia, molto simile a quella delle foto in bianco e nero,  Grigny 2 et la Grande Borne ,  che ospitano per la maggior parte famiglie in prevalenza non europee, trasferite negli anni 80 qui da Parigi, per alleggerire la pressione demografica e sociale della capitale.
Le casette sono piccole, curate; ci sono botteghe come ci si aspetta in un paese, ma ci sono anche il centro commerciale, gli alberghi, i ristoranti…

 

Per noi italiani è d’obbligo la visita al cimitero, dove ci si imbatte in molte tombe di famiglie italiane: gli emigranti partiti da Posina,  Schio, Velo, Valli del Pasubio, Arsiero  ecc.

Dagli inizi del secolo scorso, sono sepolti qui; davanti alla tomba della famiglia Cornolò un’anziana signora depone fiori, sente parlare italiano e ci informa (in francese) che suo nonno era partito da Arsiero. Una di noi, Daniela, ricerca le tombe dei Bettale, partiti da Posina, ne trova una e la fotografa: sarà utile per la sua ricerca sulla storia di Posina sito http://groups.msn.com/posinaelasuagente

 

Al pomeriggio c’è la festa alla Ferme Neuve: nel grande cortile interno espongono i loro prodotti i  francesi (frutta, vino, lumache, formaggi, ..) e i nostri produttori della Comunità Montana Leogra Timonchio in uno spazio a loro riservato: sarà un successo.

 

Fino alle 18 ci sono musica, spettacoli, acrobati; si mangia e si beve genuino, si chiacchiera, si conosce gente; i francesi si salutano con trasporto (baci ed abbracci), si sente parlare italiano, anzi, dialetto nostrano come da noi non si parla più da decenni.

 

E’ durante il viaggio di ritorno che si tirano le somme: soddisfazione perché è andato tutto bene tanto che si parla di un nuovo incontro nel 2008, promesse di collaborazione ancora maggiore in futuro, confronto, come d’obbligo, tra Italia e Francia: la Francia è molto più ordinata, c’è più cordialità, ti lasciano passare per strada quando ne hai diritto, gli Autogrill sono puliti, ampi, in uno abbiamo trovato addirittura l’acqua di colonia (gratis!); abbiamo mangiato bene ma il caffé no, non lo sanno ancora fare….

 

Perché stilare una graduatoria? Sempre brutti i confronti, soprattutto se fatti tra cugini (d’oltralpe) e soprattutto alla fine di un soggiorno che ci ha sicuramente arricchiti, dopo aver vissuto 6 giorni intensi tra un passato, di cui siamo orgogliosi, ed un futuro che starà a noi rendere altrettanto degno di essere ricordato.

 

Nadia Trecco e Annalisa Marsilio     

 

Articolo apparso su un giornale a Grigny

  

 
 
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Altro articolo apparso su il giornale di Grigny
 
 
Il sito di Grigny
 
 
 
 
 
 
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   ASSOCIAZIONE " AMICI DI SCHIO-GRIGNY"
 
Via Antonio Rosmini 6/b 36015 Schio (Vi)
 
                         Codice fiscale 92018730249 Telefono 0039-0445-524857 
 
 
                            VIAGGIO A GRIGNY  dal 24  al 29 APRILE 2008 
 
 
 
 
   grigny                         comunità                     schio

Associazione

“Amici di Schio-Grigny”

Comunità Montana 

“Leogra-Timonchio”

 

Comune di Schio

 

GRIGNY – PARIGI - REIMS

 

Dal 24 al 29 Aprile 2008

partecipazione al Primo Week-End Italiano

(iniziativa promossa dal Comune di Grigny)

 

Giovedì 24 Aprile

Ore 4.00 -  partenza da Schio – Piazzale della chiesa parrocchiale di SS. Trinità. Fermate lungo il viaggio e pranzo libero.

Ore 20.30 circa – arrivo a Grigny e cena. Dopo cena gli amici di Grigny verranno a prendere i loro ospiti e gli altri verranno accompagnati al Best Hotel di Grigny.

 

Venerdì 25 Aprile

Ore 8.30 – partenza per Parigi. Visita in mattinata del Museo d’Orsay .

Ore 12.00 – Pranzo presso un ristorante parigino. Dopo il pranzo, passeggiata partendo dal Municipio di Parigi passando per il Quartiere tipico del Marais fino alla Place des Vosges dove è vissuto Victor Hugo e poi tour in pullman passando per Place de la Concorde, Champs Elisées , Arc de Triomphe, Tour Eiffel  con soste per foto.

Sera: Buffet offerto dal Sindaco di Grigny, seguito da uno spettacolo amatoriale sul tema dell’ “Arrivo degli Emigranti a Grigny”.

 

Sabato 26 Aprile

Ore 8.00 partenza per Reims.

Mattinata: visita della Cattedrale gotica che ha visto le varie incoronazioni dei re di Francia.

Pomeriggio: partenza per  Epernay, zona conosciuta nel mondo intero per la produzione di champagne e visita di una delle più famose Cave de Champagne Moet & Chandon, produttrice del Dom Perignon.

Cena durante il viaggio di ritorno. 

 

Domenica 27 Aprile

Primo Week-End Italiano con esposizione di prodotti dell’Altovicentino. Passeggiata per Grigny in mattinata.

Pranzo tipico veneto organizzato dalla Associazione “Amici di Schio-Grigny”.

Pomeriggio: incontro con gli italiani e con i parenti degli italiani emigrati.

Cena: bruschette ed affettati italiani assieme alle famiglie ospitanti e agli organizzatori francesi.

 

Lunedì 28 Aprile

Ore 8.00  partenza per Vaux-le Vicomte, visita del castello in mattinata.

Pranzo in ristorante e proseguimento per Fontainebleau. Visita del castello, ultima dimora di Napoleone prima della partenza per l’esilio a Sant’Elena.

Cena al ristorante “Le Moulin” del sig. Filippi, partito dalla Contrada Savena di Valli del Pasubio.

 

Martedì 29 Aprile:

Ore 7.00: partenza per Schio.

Fermata durante il viaggio per un pic-nic a base di pane, soppressa e/o formaggio.

Spuntino serale libero.

Ore 22.30 circa rientro a Schio. 

 

 

Dalla quota sono esclusi i biglietti di entrata ai monumenti, gli auricolari con le cassette per le visite

(Museo d’Orsay ) e la guida per la Cattedrale di Reims.

 

Ricordarsi di portarsi la CARTA DI IDENTITA’ non scaduta e il TESSERINO SANITARIO.

Portarsi inoltre scarpe adatte per camminare.    

 
 
 
 
  
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Le mie origini

 

Bettali.

Bettali; questo cognome mi ha sempre incuriosito.

Sulla provenienza di questo cognome ho sempre sentito diverse versioni sulle sue origini ma nessuna di queste mi dava soddisfazione.

Un bel giorno, circa cinque anni fa assieme a mio marito Adelino decisi di scoprire la provenienza di tale cognome incentivata anche da don Mario Dalla Via, che ho conosciuto personalmente e che ringrazio per avermi indicato dove e come cercare le origini di questo cognome.

Ho iniziato il percorso della ricerca a ritroso partendo dal comune dove sono nata, Montebello Vic°, con il certificato di morte di mio nonno Giuseppe Antonio Bettali, mi sono rivolta all’anagrafe di Chiampo luogo di nascita di mio nonno con la speranza di riuscire a trovare notizie sulla nascita e provenienza.

Qui a Chiampo ho trovato una persona molto motivata a darmi informazioni su quello che cercavo perché appassionato e interessato alle genealogie e con  lui ho fissato un appuntamento presso l’ufficio anagrafe di questo comune.

Il giorno prefissato io e Adelino ci siamo presentati presso l’archivio comunale dove  lui aveva già preparato alcuni vecchi registri prelevandoli dall’ archivio.

Emozionante per me vedere per la prima volta questi registri cosi antichi per me, scritti in modo impeccabile.

Inizio assieme a lui a fare delle ricerche sul cognome che a me interessava “Bettali”.

Figuratevi la mia emozione nell’apprendere che vi erano notizie dei Bettali.

Assieme leggiamo che mio nonno Giuseppe Antonio è nato in questo comune nel lontano 1875.

E qui altra grossa sorpresa Giuseppe Antonio Bettali è figlio di Antonio Bettale di Giorgio di Posina e di Lucia Cortiana di Valli dei Signori, ora Valli del Pasubio, immaginatevi la mia emozione nell’apprendere questo, che il mio bisnonno è nativo di Posina, piccola località montana della Val Posina.

E qui altra sorpresa ….. perché io Bettali e il mio bisnonno Bettale??. Scorrendo ancora i nomi sul registro vediamo che, confermato anche dal comune di Posina dove mi son rivolta in seguito, mio bisnonno è partito da Posina dalla Contrà Bettale nel lontano 1873 emigrando a Chiampo dove veniva registrato con il cognome Bettali (?)  e il primo figlio N.N. (?) non nato o non nome per quei tempi, avuto con Mettifogo Gioconda di Chiampo, mia bisnonna, viene registrato con il cognome Bettale, però tutti gli altri figli avuti vengono registrati come Bettali fino ad oggi.

A questo punto che fare ….. un giretto a Posina per vedere il luogo delle mie origini era il minimo che potessi fare ma … anche qui altra sorpresa.

Non mi sarei mai aspettata che questo giro mi portasse a conoscere un mondo per me, o meglio per noi due sconosciuto fino a quel momento.

Un mondo di emigrazione, di sofferenza e di tanta nostalgia per la propria terra di origine.

E’ a Posina ho scoperto che con un semplice sito http://groups.msn.com/posinaelasuagente  che ho trovato sul Bollettino Parrocchiale ci portasse a conoscere prima virtualmente, tramite il grande mondo di internet, poi anche di persona emigranti anche loro alla ricerca delle proprie origini.

Vedi Eurico Cervo dal Brasile, come pure Ivone Dal Maso brasiliana come la sua amica Silvia Dal Medico, quest’ultima di Brendola a due passi dal mio paese, Didie Beber dalla Francia, Javier Silvestri dall’Argentina, il dott. Victorio Ledra anche lui dal Brasile ecc ecc .Tutti con origini di Posina.

Non avrei mai pensato che con questa ricerca mi sarei recata in Francia, a Grigny,  terra di emigranti italiani della Val Posina Valleogra, Valdastico, incuriosita per una foto di Oliva Cervo fotografata davanti alla merceria dei Bettale a Grigny era l’anno 1930 circa.

 

Copia di negozio bettale

 

E anche qui incontri emozionanti a non finire con emigranti di Posina e dintorni.

Livia Cervo, Palmyre Bettale, Lorenzato Bruna dei Beber, Costa Sergio e molti altri.

Persone anziane che per la loro età hanno difficoltà ritornare a visitare la loro terra di origine e tramite me vogliono che porti ai loro parenti un saluto da Grigny, altri anziani mi chiedono di salutare per loro la loro terra di origine, la loro contrà, la loro valle cosa che ho fatto con molto orgoglio e piacere.

Con questa ricerca sulle mie origini ho fatto anche il mio albero genealogico riuscendo a risalire a ritroso fino alla fine del 1600 con il cognome Bettale, ora Bettali.

Sul mio cognome ho trovato che vi sono due versione sulla sua origine, la prima , per molti la più valida è, nel linguaggio Cimbro, “proveniente dalla tal valle” oppure “proveniente dalla valle dell’orso”.

Ma questo a me non interessa più di tanto, che sia dalla tal valle o dalla valle dell’orso è che questa ricerca mi ha fatto vivere e scoprire emozioni indimenticabili e conoscere persone che non avrei mai mai immaginato di incontrare.

                  Bettali Daniela

 

danielabettali@hotmail.com

 

 

 

  

 
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mondo 
 
 
 
 
Veneti nel Mondo
 
 
 
 


anno VI - numero 6 - giugno 2002

 

 

Grigny, la "petite Italie", alle porte di Parigi

Agli inizi del Novecento, in quello che era un piccolo ed isolato villaggio, si trasferirono numerosi vicentini della Val di Posina, per lavorare nelle cave della zona. Oggi è una cittadina di 30 mila abitanti, dove l’origine veneta non è dimenticata

                                                                                                   

Uno scorcio di Grigny

 

Nonostante si trovi a soli 25 chilometri da Parigi, Grigny, città che oggi conta quasi trentamila abitanti, è stata per lungo tempo un villaggio isolato, lontano dalle principali vie di comunicazione, dalla ferrovia, dalla Senna. Una situazione particolare che ha pesato grandemente sul suo sviluppo nel secolo appena concluso. Le due sole attività economiche di rilievo erano la cerealicoltura e l’estrazione di materiali da costruzione.

Fin dagli inizi del Novecento, l’attività estrattiva venne svolta quasi esclusivamente da immigrati italiani, provenienti dal Veneto e segnatamente dai comuni di Posina, Arsiero e, soprattutto, Schio, tanto che la zona da loro abitata veniva chiamata "La petite Italie" o "Le nouveau Schio".

Di norma, gli immigrati arrivavano da soli e vivevano in baracche sui luoghi di cava o dentro vecchi vagoni dismessi. I soldi andavano tutti al paese e non appena avevano la sicurezza di un lavoro stabile si facevano raggiungere da moglie e figli.

Solo nel 1913 furono costruiti degli alloggi degni di questo nome, La cité Piketty, costituita da cinque edifici a due piani: dieci alloggi per altrettante famiglie italiane. Complessivamente vi abitavano più di cento persone, compresi gli operai celibi presi a pensione. Altri emigrati veneti vivevano in condizioni meno agevoli ma dignitose: la cantine Noire, la cantine Blanche, la cantine Antiglio e la cantine Cervo. In questi locali avevano la possibilità, oltre che di dormire, anche di prepararsi da soli il cibo.

La cité de PiketyAlla cantine Noire oppure da Cervo gli immigrati si ritrovavano anche il sabato sera o la domenica pomeriggio per ballare al suono di una pianola meccanica. Talvolta la festa si animava oltre il dovuto e la guardia campestre interveniva con verbali e multe. Successivamente, da Cervo fu installato anche il cinematografo.

Il giorno di paga era al 6 di ogni mese e il lunedì successivo molti cavatori prendevano un giorno di riposo per festeggiare adeguatamente.

Negli anni Trenta gli immigrati si installarono progressivamente nel villaggio, integrandosi coi nativi in forza di un processo agevolato dall’inserimento scolastico, dalle naturalizzazioni e dai matrimoni misti. Diventarono Grignois a tutti gli effetti, ma il ricordo dell’origine veneta viene tuttora mantenuto vivo.

 

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